mercoledì 19 settembre 2007
di Carlo Carta*
Brontosauri contro brontosardi, Orazi contro Corriazi, Cesare contro Cleopatra… E competizione sia! Hanno fatto di tutto pur di non perdere qualcosa, ma su destinu (per quanto modificabile) diceva: partita, competizione, duello… “guerra”! Presentate le squadre, sorteggiati gli arbitri, messa la palla al centro, fischio e via! Campagna elettorale subito! Soru, Cabras ed il terzo comodo Spanu.
D'altronde è giusto così, che competizione sarebbe stata con un candidato unico, condiviso, per un Partito che tutto è tranne che unito, ovviamente! Comunque vada a finire la sfida, tutto non sarà più come prima. Cambierà moltissimo, non credo sarà la classica vittoria di Pirri, o di Pirro. Soru in questi giorni continuerà il suo tour attraverso i nuraghi, mentre a Marina Piccola, Cabras inizia ad armare le sue portaerei ed a far uscire i carri armati dal garage di via Emilia.
Qualcuno gioca al risiko, con i soldatini di piombo. Altri giocano a rubamazzo, altri ancora invece a tresette con il morto. Ed in un clima surreale da habemus papam, anzi tre papabili, si grida aiuto aiuto è scappato il leone, per vedere di nascosto l'effetto che fa. A Cagliari si è aperta la caccia (sarà contento Artizzu!) al Cinghiale Sardo. Fuoco incrociato da Sinistra, Destra e Centro. Sparano trasversalmente e poi gli stessi gridano al complotto. Sparano e gridano, sparano ed applaudono… in questa bellissima città amministrata come ben sappiamo tutti da oltre 30 anni dal centrosinistra… grazie anche alle loro brillanti strategie. Palla al centro… fischio d'inizio… pronti via, si parte! Gloria a su rey e a su stendardu!
Eppure loro c'erano e ci sono ancora oggi e, calcolatrice alla mano, ci saranno anche domani. Hanno passato indenni tangentopoli, parentopoli, sanitopoli, bancopoli, universitopoli, paperopoli, monopoli… ma cosa volete che siano queste primarie a confronto! L'ultima furbata: delegittimare la candidatura legittima e legittimata del Governhighlander (…ne resterà uno solo!), diventato ormai scomodo in Continente, tacciandolo di golpe e di Prima Repubblica (niente di più falso!), loro che credono di monopolizzare la stampa sarda e le tv locali, facendo solo il gioco di La Spisa e compagni. Senza contraddittorio o diritto di replica! Semplicemente scandaloso… ma come si dice ad Oxford, accudidinci, o mamma! Che alle prossime Regionali 'ndi pigausu una bella zappulada…
Ma loro chi? Un attimo… con calma… andiamo per ordine! Habemus alibi et duncas Motti a su Tirannu, a su Rei, a Su Merixeddu… gridano Sos Barones dai loro sarcofagi, dalle loro nicchie, dai loro sepolcri imbiancati (questa frase l'ho rubata, ma non mi ricordo a chi…). È il destino dei popoli: pochissimi comandano moltissimi.
E poi nelle mie biddas, con i miei occhi e con le mie orecchie, ho visto e sentito politicanti che per mestiere portano voti al centrodestra, ricercare con affanno nel loro albero genealogico antenati “socialisti”. Il perché lo facciano è facile intuirlo e spesso all'insaputa dei candidati! Uno di questi addirittura, offeso da alcune mie non francescane considerazioni, m'ha detto: «Nonnu miu fiada socialista, giai ai s'tempus de Cammillu Penzu de Cavù. E deu votu Paulu Crabas». E meno male che “la storia siamo noi!”: mi mancano solo Hampsikora e le guerre puniche, il curato di campagna, i bravi, Alice nel paese delle meraviglie, il gatto e la volpe, Gianni e Pinotto… e il quadro è completo! Ah no, c'è anche il Grillo Parlante.
Amo la Politica e considero indispensabile il Partito… Eppure quando ci prefiggiamo, noi cittadini normali, in una logica ed uno spirito del rinnovamento della Politica, di cambiare, di fare un passo indietro, di favorire l'ingresso dei giovani e delle donne, di abbattere i costi della politica, di eliminare il triplo e quadruplo mandato, di dimezzare il numero dei parlamentari, ci zittiscono dandoci del qualunquista!
A Bologna e nelle altre piazze non è successo niente ed a leggere i tanti giornali un po' troppo condizionati, il V-Day (V sta per vaffa… laddove non batte il sole, tanto per intenderci) è stato il trionfo dell'antipolitica, del populismo, del giustizialismo e del qualunquismo. Ma siamo o non siamo il paese dei paradossi? Se dici “bianco” leggi “nero”, se vuoi entrare in Parlamento quanto meno devi avere la fedina penale sporca, e se parli di vera politica diventa subito l'antipolitica. Poi la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare “tutti ladri” è qualunquismo. A prescindere, senza vedere, senza sentire, senza discutere.
Se vuoi un giovane leader da eleggere, ti indicano un ottuagenario! Se parli di competizione democratica, ti lanciano contro i carri armati! Se sei povero, ti viene tolto il diritto di cittadinanza! Ma allora per davvero, ti viene voglia di mandare a quel paese qualcuno, perché proprio non se ne può più! Statutaria? No grazie, ho altro a cui pensare, ora!
Sono totalmente d'accordo sulla proposta di legge di iniziativa popolare che chiede il divieto per i condannati di entrare in Parlamento, il tetto massimo di due legislature per i parlamentari e la restituzione ai cittadini del diritto di scegliersi i propri rappresentanti sulla scheda elettorale. La Piazza è democrazia ed è soprattutto di tutti, non solo di Berlusconi e Bossi, Casini e Mastella che la occupano per chiedere cose incostituzionali. Tutti i riflettori in questo caso sono puntati su loro, i “restauratori”, e quando invece in piazza scendono a manifestare i tanti signor nessuno, si spengono le luci e cala tutto intorno una cortina di fastidiosa nebbia.
Ma chi l'ha detto che i brontosauri si sono estinti milioni di anni fa? Ma chi l'ha detto che gente come Renato Soru (uno a caso!) incarna l'antipolitica? Nel recente fortunatissimo libro “La casta” viene citato un unico esempio di politico che ha realmente tagliato i costi della politica: il governatore della Sardegna appunto, il Brontosardo (nel senso che sorride poco) per eccellenza.
Mi chiedo allora: è antipolitica difendere la dignità del Parlamento? È antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purchè a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? È antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodichè si torna a lavorare o, se s'è mai fatta questa esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri?
È ancora antipolitica parlare di congressi taroccati, tesseramento gonfiato, di cementificatori trasversali, di politici collusi con mafia, camorra, 'ndrangheta, sacra corona unita, di baroni della medicina? Intellettuali, mestieranti, politicanti con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia. Dicono sottovoce che non bisogna esagerare con l'antipolitica.
Esagerare? Qualcuno si indigna per tutto questo? Torni a casa e largo ai giovani! Il vicinissimo 14 ottobre (praticamente quasi dopodomani), sancirà il nome del futuro segretario regionale del PD sardo. La sfida, salvo sorprese clamorose dell'ultimo minuto, sarà a tre tra Renato Soru, Antonello Cabras e l'outsider Filippo Spanu. Brontosardi contro Brontosauri? Rinnovamento contro Restaurazione? Il responso come sempre alle urne, ma comunque vada, non sarà più la stessa cosa. Cambierà molto. In queste appassionanti (ma anche divertenti!) ore ho già deciso da che parte stare: dalla parte della Sardegna! Nella Sardegna, con la Sardegna e per la Sardegna!
Ma l'obiettivo resta sempre e comunque quello del Rinnovamento, nel senso auspicato qui sopra, per costruire una Sardegna veramente democratica, moderna e più giovane. E fino a quando Soru incarnerà questa speranza di cambiamento, voterò per lui. Perché anche la Sardegna deve essere affidata alla sorte, decisa da pochissime persone? Il compromesso tra esperienza ed età anagrafica mi interessa ma fino ad un certo punto. Se la partita sarà tra la squadra allenata da Renato Soru e quella di Antonello Cabras, rivendichiamo il diritto di indossare la casacca che meglio si adatta al nostro territorio, non dimenticando mai l'appartenenza alla stessa famiglia, nella quale si farà rientro una volta che l'arbitro fischierà la fine della gara. Guai a cadere nella forte tentazione di una guerra fratricida!
La coerenza ci impone di andare avanti, nella speranza che qualche brontosauro, dopo la competizione elettorale, si ritiri a vita privata, per sempre. Scompariranno i brontosauri ed inizierà l'era del brontosardo o se preferite del Cinghiale Sardo. Costruiamo insieme una vera squadra, forte, quadrata, decisa, compatta, affidabile. L'occasione c'è ed ora anche una data certa: domenica 14 ottobre. Cosa ci costa? Forse un euro. Ma ne varrà veramente la pena!
L'altra sera, ho visto a Cagliari una bambina che, accompagnata dal padre, si apprestava a dare delle monetine a un mendicante seduto sul marciapiede davanti a un bar. Si vedeva lontano un miglio che l'anziano uomo obiettivamente aveva necessità, e che comunque non fingeva. La piccolina gli si è avvicinata e sicura di sé, sorridendo, gli ha detto: «Hai visto che stai diventando ricco eh?», suscitando l'ilarità stupita di questo signore poco fortunato, che sorpreso l'ha seguita con lo sguardo fino all'angolo. Ecco, come siamo lontani da questa semplicità. Come è lontana la politica, specialmente quella inscenata in questi giorni, dalla genuinità, dalla sincerità, dall'altruismo, dalla solidarietà. Crediamo nel partito, nei giovani e nelle donne, noi. Lotteremo con serenità e determinazione per questo, e mi fermo qui. Adesso regalateci…, regaliamoci un sorriso!
* segretario intercomunale Trexenta, DS - Sinistra Federalista Sarda
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