sabato 15 settembre 2007
Interventi.
di Francesco Masu*
Il Comitato Lu Puntulgiu - Il Grifone ha indirizzato una lettera aperta al presidente della Giunta della Regione Sardegna, Renato Soru, al presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu e a tutti i consiglieri e assessori regionali. Oggetto: la proposta di legge popolare sui compensi e le indennità degli onorevoli alla Regione, presentata col sostegno di oltre 17mila firme ma ritenuta “non urgente” dall'assemblea.
Sono trascorsi due anni dal 14 settembre 2005, quando fu depositata presso il Consiglio regionale della Sardegna una proposta di legge d'iniziativa popolare sottoscritta da 17229 sardi. Proposta che - con i suoi tre articoli - chiede una drastica riduzione delle indennità di carica e benefit vari dei consiglieri e degli assessori regionali sardi. Oggi, 14 settembre 2007, la proposta di legge giace inevasa nei cassetti della prima Commissione del Consiglio regionale, a cui è stata inviata da un voto unanime dei consiglieri, che nella seduta del 15 dicembre 2005 dichiarò la discussione della legge non urgente.
Da allora nulla è dato sapere, perché? Vorremmo con questa nota che in parte riprende la medesima inviata esattamente due anni fa, che i nostri governanti dessero una risposta. Oggi in Sardegna si dibatte sulla necessità che, oltre ad un risanamento economico delle casse regionali, lo stesso debba essere accompagnato da un risanamento morale della politica e delle sue azioni. Fra questi obiettivi, gli emolumenti ai nostri governanti sono giudicati un'enorme contraddizione rispetto alle condizioni economiche sociali in cui versa gran parte del popolo sardo, le quotidiane denunce da parte di autorevoli esponenti del sindacalismo sardo e della stessa chiesa sarda ne sono una importante testimonianza, denunce che peraltro i fatti dimostrano essere inascoltate.
Nonostante il messaggio lanciato dalla Sardegna sia stato raccolto e amplificato dai mass media nazionali e regionali, da autorevoli istituzioni del Parlamento italiano, e quindi ripreso dagli interventi di esponenti politici di ogni colore, che hanno dovuto ammettere la necessità di un radicale cambiamento di rotta in riferimento ai costi della politica.
Il comitato, visto l'interesse mai sopito da parte di sempre più larghi strati dell'opinione pubblica, si appella alle SS.LL. affinché la proposta di legge popolare venga iscritta urgentemente all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale, dando ad essa quella priorità e rispetto dovuti ad una espressione di forte volontà popolare.
Qualora non riteniate opportuno aderire a questa nostra legittima richiesta abbiate almeno il coraggio di spiegare il perché ai cittadini Sardi, il silenzio in questo caso non sarebbe d'oro.
Il Comitato Lu Puntulgiu - Il Grifone in assenza di esaurienti risposte alle domande poste con la presente, promuoverà - utilizzando gli istituti di democrazia diretta a disposizione dei cittadini - ogni utile iniziativa fino ad arrivare a un V-Day tutto sardo, a tutela della legge proposta e di altre proposte e referendum che verranno, con l'augurio che il voto referendario del 21 ottobre prossimo sulla legge statutaria ripristini il diritto dei cittadini di promuovere referendum abrogativi (con 10.000 e non con 15.000 firme) per leggi interessanti le istituzioni e uffici regionali (possibilità oggi negata dall'attuale legge statutaria, che blinda ad esempio la legge che regola gli emolumenti dei consiglieri regionali).
Oggi Signori Presidenti, Assessori, Consiglieri siete di fronte ad una precisa e diffusa volontà del popolo sardo che, attende da voi un atto, un forte segno di solidarietà, di testimonianza, di rinuncia, di trasparenza, di esempio, di coerenza di fronte alle quotidiane fatiche del vivere delle genti di Sardegna.
* portavoce del Comitato Lu Puntulgiu - Il Grifone
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