venerdì 14 settembre 2007
di Sergio Ravaioli
Dopo le bastonate di Bersani (preceduto dalla riforma universitaria di Luigi Berlinguer) alla mia abituale professione di ingegnere, proseguo nell'opera di riconversione al nuovo mestiere di chiaroveggente.
14 ottobre 2007, ore 22: il mio ex collega ing. Cabras dedica dieci minuti a festeggiare il successo alle primarie, in compagnia di numerosi amici venuti in suo socccorso, e poi non so quante ore (si è scaricata la batteria della mia sfera di cristallo) a spiegare che ciò non doveva essere letto come un insuccesso di Soru, che la Giunta regionale non ne usciva indebolita, ma anzi rafforzata, etc. etc.
15 ottobre. Rassegna stampa (sintesi): le primarie, per il modo in cui sono state gestite, hanno perso ogni appeal verso l'elettorato d'opinione, come testimoniato dalla bassa partecipazione, e quindi si sono ridotte ad essere un confronto di schieramenti. Soru, affetto dalla sindrome di Icaro, ha preteso di volare troppo alto e ci ha lasciato le penne, e poi… bla, bla, bla.
21 ottobre, ore 23: il segretario del partito che non c'è, ing. Antonello, in una lunga diretta organizzata da Videolina per il referendum sulla Statutaria, si impegna per non so quante ore (mi sono addormentato) a convincere interlocutori e spettatori che la bocciatura della legge non vuol dire bocciatura della giunta Soru, che anzi ad una attenta lettura del voto ne esce rafforzata, etc., etc.
22 ottobre. Breve rassegna stampa: Soru, già azzoppato dalle primarie della settimana prima, esce dal referendum sulla sedia a rotelle. Berlusconi: Prodi si deve dimettere.
29 ottobre. L'assessore regionale al bilancio e programmazione riesce a convincere su mere ed i partiti della maggioranza a sotterrare l'ascia di guerra con argomentazioni che possono essere così riassunte: piantiamola di fare i fessi e sbrighiamoci ad approvare legge finanziaria e bilancio. Gli elettori non ci perdonerebbero il bis dell'anno scorso.
16 novembre: il deputato Mauro Pili in una conferenza stampa annuncia raggiante il raggiungimento di 20.000 firme (il doppio del minimo di legge) per il referendum abrogativo della legge regionale 8/2004, dalla quale discende il Piano paesaggistico regionale. Berlusconi: l'84,23 per cento degli italiani chiede le dimissioni del governo Prodi.
21 gennaio 2008. Approvate legge finanziaria e bilancio, ritemprato il corpo e lo spirito con una settimana bianca o alle Maldive, i professionisti della politica dissotterrano l'ascia di guerra.
29 gennaio. A Cagliari, nel salone riunioni di via Emilia sede del PDS (?!?), un mio ex collega, ingegnere dalla vista lunga che si è riconvertito ben prima di me, viene molto applaudito per il ragionamento che appresso riassumo. È inutile che proseguiamo un'esperienza di governo regionale che ogni giorno di più assomiglia ad un'agonia, impantanato tra polemiche, defezioni, imboscate. Non diamo tempo al centro destra di organizzarsi e di fare il pieno di consensi con il referendum contro il piano paesaggistico. Giochiamo in contropiede e andiamo subito alle elezioni regionali, dimostrando che abbiamo a cuore gli interessi generali della Sardegna e che sappiamo correggere esperienze degenerate rispetto al programma iniziale.
4 febbraio: la mia sfera di cristallo non riesce a sintonizzarsi su una scadenza così lontana. Serve un modello più potente, molto costoso. Comunicherò le nuove tariffe.
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