mercoledì 12 settembre 2007
di Giancarlo Boi*
Il confronto per la costruzione del Partito democratico sardo deve uscire da logiche del passato e fare un significativo salto di qualità. Il manifesto programmatico presentato da Soru offre un contributo importante. Nella riflessione e nel confronto in corso non si può trascurare e tantomeno eludere la funzione svolta dai partiti tradizionali, la crisi e la insufficienza nelle elaborazione programmatica, la crisi nella partecipazione, il distacco fra partiti e società. Il partito nuovo nasce per rispondere a questa crisi come conclusione di un lungo ciclo storico.
Nella società moderna, i partiti sono strumenti utili se non sono solo macchine per gestire il potere, se sono capaci di introdurre innovazione nella elaborazione programmatica e di garantire un'ampia partecipazione democratica. Chi oggi contesta e pone un veto sostanziale alla candidatura di Soru alla guida del Partito democratico dovrebbe indicare le soluzioni e le proposte per uscire dalla crisi strutturale che i partiti dell'area del centro sinistra attraversano. Un contributo è venuto dagli amministratori locali, ma rimane un silenzio assordante da parte dei partiti.
Si insiste senza motivazioni e argomentazioni efficaci sull'opportunità, sulla concentrazione del potere, sulla necessità di tenere distinte le funzioni istituzionali da quelle politiche. Si tratta per tutte tre le argomentazioni di questioni strumentali che non reggono alla prova dei fatti, prive di fondamento di carattere generale.
La candidatura di Soru alla guida del Partito democratico è una opportunità straordinaria e positiva non solo per il centro sinistra ma per la società sarda nel suo complesso. Può contribuire a un rinnovamento, non di facciata, della politica, delle istituzioni e dell'economia della Sardegna. Può rendere solido e duraturo il processo di cambiamento avviato con l'azione di governo in questi anni.
Un processo che non ha permeato pienamente la società sarda per responsabilità primaria dei partiti di governo e che solo l'azione di massa di un partito nuovo può rendere efficace e vincente. Per questo serve una discontinuità effettiva con l'azione politica di questi anni, a partire dal centro sinistra e dai partiti maggiori che concorrono a formarlo.
Concentrazione del potere e distinzione delle funzioni non valgono per la guida nazionale, non valgono nei sistemi a democrazia avanzata come quello anglossassone, si vogliono reintrodurre e sostanzialmente mantenere nei sistemi deboli, nei quali una politica mediocre e invadente pretende di condizionare l'azione di governo e cambiamento per soddisfare gruppi di interessi e carriere personali che niente hanno a che vedere con gli interessi generali. Le tracce di questa azione di condizionamento, di sostegno a interessi speculativi si trovano nell'azione che settori del centro sinistra hanno svolto in questi anni.
Nella disponibilità di Soru a guidare il partito democratico, se avrà il sostegno degli elettori, si esprime un alto senso di responsabilità verso gli interessi generali e il futuro della nostra terra. In questi anni, l'azione di governo e cambiamento ha trovato freni e ostacoli di natura diversa. L'opposizione ha fatto la sua parte, così pure la gran parte delle forze sociali nell'ambito della autonoma distinzione dei ruoli.
Non sfugge a nessuno che il cambiamento ha subito pressioni ostacoli e rallentamenti da parte di settori delle forze di maggioranza. Si è fatta sponda a interessi particolari, piccoli e grandi, non si è combattuto l'intreccio fra informazione, finanza e gestione del territorio. Diverse leggi di riforma sono di fatto bloccate nelle commissioni del Consiglio regionale.
Si tratta di azioni che vengono, in gran parte, da quei settori che oggi pongono il veto alla guida del Partito democratico da parte di Soru e che domani tenteranno di condizionare la candidatura alla guida della Regione. Si può giocare una partita per il potere, purché si giochi alla luce del sole e, in ultima analisi, si restituisca la parola agli elettori.
* componente della Direzione regionale DS
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