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domenica 2 settembre 2007

La competizione fa bene, anche in politica
Proviamo a ricordarlo a tutti con il voto

di Carmelo Alfonso

Nella corsa verso la segreteria regionale del PD mi sembra di rivivere la corsa che da decenni si svolge in Italia per conquistare i posti di potere nel mondo del calcio. Si va avanti con i soliti nomi, come se, nel frattempo, nessun altro dirigente di società si fosse dimostrato degno di ricoprire gli incarichi che, sempre da decenni, finiscono ai soliti noti.

In politica si naviga più o meno nello stesso modo. Si criticano i vecchi uomini politici e nello stesso tempo si ha paura dei nuovi, che domani verranno messi da parte per ragioni anagrafiche oltre che per mancanza di esperienza.

E allora che fare? Cabras fa parte della vecchia guardia? Non votiamolo. Soru chiede troppo quando pretende di diventare il leader del PD in Sardegna e nel contempo conserva la presidenza della Regione? Non votiamolo. E così, se esistono motivi validi, per Cherchi, per Calvisi e per eventuali altri concorrenti.

Non pochi fanno il nome di Pigliaru. Sarebbe un'ottima scelta, un nome nuovo. Da assessore regionale ha fatto molto bene. I suoi estimatori insistano sul suo nome, nel senso di chiedere a gran voce anche la sua candidatura, e, al momento del voto, si comportino di conseguenza.

Una sana concorrenza farebbe bene a tutti: a chi crede di poter vincere a mani basse, a chi spera di poter mettere le proprie qualità a disposizione della gente e, soprattutto, a chi spera di poter vedere “al comando” persone capaci e desiderose di fare gli interessi della collettività.


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