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sabato 1º settembre 2007

Il doppio Soru, il metodo Ottana
e l'incenerimento della democrazia

di Gianstefano Monni

Venerdì sera nella sala mensa dell' Enichem di Ottana si sarebbe dovuto parlare di smaltimento dei rifiuti, mettendo a confronto i tecnici della Regione Sardegna e altri tecnici invitati dal Comitato contro l'inceneritore. L'incontro era stato organizzato prendendo accordi direttamente con il segretario particolare del presidente Soru, con il quale si è concordata la data e la presenza di tecnici delle due parti.

Chi scrive si era recato a Ottana con la speranza di poter assistere ad un contraddittorio sul merito tecnico delle scelte che hanno portato la Giunta regionale a decidere di costruire l'inceneritore. Ma poiché i tecnici della RAS non si sono visti, non c'è stato confronto. Preferisco non parlare dell'atteggiamento poco incline al dialogo dell'assessore Morittu, e non vi racconterò neanche dell'intervento dell'assessore Dirindin, che ha annunciato che per l'impianto di Ottana si procederà alla redazione di una VIS (Valutazione Impatto Sanitario).

E allora… di cosa parlare? Rimangono da raccontare due o tre cose che riguardano l'incenerimento della democrazia, il Soru governatore, il Soru candidato alla segreteria del Pd regionale.

Nell'incontro tenutosi qualche giorno fa a Nuoro, il Soru candidato alla segreteria del PD ha stabilito come suo metodo di azione politica le primarie, «che devono essere applicate ad ogni livello». Più o meno la stessa cosa, il Soru governatore l'ha detta, e ribadita, in tutte e due le riunioni a Ottana: continua infatti a ripetere che la scelta dell'inceneritore si farà solo con il consenso della popolazione.

Ottimo. Ma come Mariangela Barca, componente del Comitato contro l'inceneritore, ha fatto giustamente notare nel suo efficace intervento, se Soru crede davvero a quello che dice occorre azzerare tutta la procedura che si è seguita finora, coinvolgere le popolazioni nella scelta prima di fare la scelta stessa. Che senso ha parlare di coinvolgimento delle popolazioni interessate se le scelte sono già state compiute?

Mi rivolgo a Lei signor Governatore, e a te Compagno Candidato (Segretario): con tutto il rispetto per la persona, per la carica e per il partito, chi pensate di prendere in giro? Parlate di partecipazione democratica, dite di voler coinvolgere le popolazioni, volete addirittura adottare le primarie come metodo. Tutti ottimi intenti. Per metterli in pratica prima scegliete la sede di Ottana nel piano energetico regionale, poi scrivete le linee guida per l'impianto, fate la gara per il progetto, individuate il vincitore, e infine dite che occorre fare un confronto “tecnico”, si concorda la data ma non portate i vostri tecnici al confronto.

Al termine di tutto questo entrambi continuate imperterriti a ripetere che la politica deve sapere ascoltare. E fate sapere che il confronto tecnico si terrà in ottobre, a Cagliari, in occasione di un convegno internazionale. Si può capire che non si potesse fare il convegno internazionale all'Enichem di Ottana, ma forse la scelta di Nuoro avrebbe reso più semplice la partecipazione dei cittadini al convegno nel quale si terrà (?) il tanto atteso confronto tecnico.

Vi chiedo, compagno Candidato Segretario e signor Governatore, con chi pensate di parlare? Per cosa, e quando, pensate di coinvolgere i cittadini? Per la scelta del colore con cui dipingere la recinzione dell'impianto?

Tu, compagno Soru, hai idea di quale sia la base del partito del quale ti stai candidando a segretario?

Lei, signor Governatore, pensa davvero che chi l'ha votata tre anni fa, non si senta preso in giro da questo modo di fare, con cui Lei dice di volere ascoltare ma poi decide senza riconoscere le posizioni altrui?

Tra le tante cose che entrambi conoscete, immagino non Vi sfuggano i fondamenti della dialettica hegeliana, che tanta parte ha avuto nella storia di uno dei due partiti che confluiscono in quello che tu, compagno Soru, ti candidi a dirigere. La storia, nella dialettica hegeliana, è un processo di contrapposizione tra tesi e antitesi. Contrapposizione che dà luogo alla sintesi, un processo nel quale entrambi gli elementi sono presenti, e entrambi gli elementi risultano rinnovati e arricchiti di nuovi significati.

Un segretario di partito deve avere ben chiaro che cosa significhi questo processo, almeno quanto lo deve aver chiaro il governatore di una Regione. Senza la sintesi, senza la contrapposizione costruttiva e la capacità di dialogo non si persegue il consenso. In alcuni casi si può imporre la propria tesi. Ma c'è il rischio che, prima o poi, la tesi e chi la impone vengano spazzati via dalla Storia.

A proposito di tesi, antitesi e sintesi: sarebbe stato interessante conoscere in merito all'inceneritore la posizione del senatore Cabras, ma non risultava essere presente alla riunione di Ottana. Né risulta, allo stato attuale, alcuna sua dichiarazione in merito. Attendiamo con ansia che ci dica cosa ne pensa.

Da elettore, da iscritto e da dirigente di partito, e da possibile iscritto al Partito democratico, mi aspetto molto dai miei dirigenti: non che dicano di ascoltare, ma che ascoltino davvero, e dopo aver ascoltato che tengano conto delle posizioni della base. Non che dichiarino la democrazia, ma che la mettano in pratica.

Da cittadino mi aspetto molto dai miei dipendenti amministratori: che decidano per il bene di tutti, possibilmente dopo aver ascoltato chi li ha votati, e se questo non è possibile mi aspetto che spieghino le loro scelte convincendo almeno i propri elettori.

Chiedo troppo?


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