martedì 28 agosto 2007
di Agostino Costa
Mi è sorto un forte dubbio: che senso ha costituire un nuovo partito se poi i vecchi politici si ostinano a volerlo governare, senza dare l'opportunità alle nuove generazioni, al mondo della cultura, del lavoro, della ricerca, dell'associazionismo, alle donne, di esprimere un proprio candidato, facendo sì che nulla cambi rispetto ai vecchi partiti? Forse si tenta di cambiare le sorti del paese con un colpo solo, dopo che gli stessi uomini politici non sono stati in grado di cambiarle con 20 e 30 o addirittura 40 anni di buona politica alle spalle.
In questi anni ho notato la presunzione di chi non capisce che è il momento che si metta da parte e liberi l'aria ed il paese da questo odore nauseabondo di naftalina. La gente ha l'esigenza di essere capita, di vedere un cambiamento serio, con idee nuove, fresche e sopratutto concrete, che il risanamento economico del paese inizi dalla classe politica e da tutto ciò che le ruota attorno. E basta con il rincorrere il piccolo ladro di galline invece d'individuare quella grossa fetta di imprenditori, politici, uomini dello sport e dello spettacolo che portano via dall'Italia grosse quote di capitale per depositarli nei paradisi fiscali.
Secondo il mio modesto parere, sarebbe opportuno che i vecchi uomini politici facessero un passo indietro, lasciando spazio a nuove forze, che ci sono nel nostro paese. Si godano la pensione in santa pace: tante persone non hanno la certezza di potersela godere, grazie alla gestione ed alle scelte scellerate fatte da costoro in passato.
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