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domenica 26 agosto 2007

Candidati scaduti e soliti baratti:
non voterò il rosso lavato in varecchina

di Marco Scotto

Spero mi sia consentito di andare fuori tema. Perché? Perché sono un elettore di sinistra, non di centrosinistra e men che meno di centro. E, per il sottoscritto, il Pd altro non è che un partito di centro.

I Ds ormai da molto tempo lavano la bandiera rossa nella varecchina, come farebbe un single sbadato che si è sempre fatto lavare tutto da mammà. E il risultato è uno schiarimento, una dissolvenza in bianco. Colore simbolo della Dc. Le mie scarse nozioni di fisica mi rammentano che il bianco è il colore accentratore di luce e quindi di tutti i colori percepibili dall'occhio umano. E la Dc (e successive degenerazioni) ne era (è?) la più fulgida rappresentazione in politica. Accentratrice di potere.

Volevano rappresentare, con la nascita del Pd, un nuovo modo di intendere la politica. Ma come è possibile creare il nuovo dal vecchio? Se al marcio aggiungi il deodorante, il profumo non migliora ma peggiora sensibilmente.

Perché, a livello nazionale, gli outsider non hanno lo stesso spazio e lo stesso peso mediatico dei magnifici tre? Perchè si sceglie prima il candidato e poi il programma? Era proprio così difficile fare il contrario? Era proprio così difficile aprire dei centri di ascolto dei bisogni e delle reali necessità della gente, dove è la gente a mettere nero su bianco il programma? Evidentemente si, per chi è abituato a spartirsi il potere. Ad averne fatto la propria ragione di vita. Il proprio giocattolo.

A livello regionale il clima non è migliore. I candidati sono scaduti prima che alla confezione possa essere aggiunta la data ultima di consumazione. Se ne uscirà con i soliti giochi di potere e la solita spartizione del io ti dò se tu mi dai. Come si faceva con le figurine. Io ti dò 20 figurine (la riconferma alla candidatura per le regionali) se tu mi dai lo scudetto che mi serve per completare l'album (lo scranno del Pd).

E con questo rischiamo di restituire il governo della Regione al centro-destra nel 2009 (vi prego ditemi che è un brutto incubo).

Ma ormai è troppo tardi. Le scadenze, ormai prossime, non consentono cambi di rotta. E io il 14 ottobre mi troverò altro da fare. A televisione rigorosamente spenta.


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