sabato 25 agosto 2007
di Sergio Ravaioli
Propongo di sostenere Carneade quale candidato a segretario del Partito Democratico, sia a livello nazionale che in Sardegna. L'eponimo degli illustri sconosciuti mi è venuto in mente - con i ragionamenti che appresso dirò - seguendo con sguardo sempre più critico e sempre più preoccupato il dibattito in corso nella nostra Regione (ed anche altrove).
Preoccupato perché vedo sempre più consistente la possibilità che l'operazione PD venga irresponsabilmente sciupata, perdendo ogni appeal verso i tanti, come me, che vedono in quella proposta l'unica opzione attualmente disponibile per un positivo rinnovamento della politica, nazionale e regionale. Critico perché vedo la situazione evolvere verso l'esito da sempre denegato: il PD come fusione di DS e Margherita o per meglio dire - e peggio ancora - come fusione dei loro gruppi dirigenti.
Bastava allora fare un bel congresso in qualche teatro o palasport, senza tante complicazioni e senza il pericolo di incocciare nel micidiale boomerang che diventerebbe l'operazione primarie se i votanti risultassero la metà o un quarto di quelli mobilitatisi il 16 ottobre 2005. Ipotesi ogni giorno più consistente per la quale i promotori hanno forse sottovalutato le devastanti conseguenze (altrimenti avrebbero adottato un regolamento ben diverso, meno ingessato).
Per chi non si riconosce nei partiti DS e Margherita, pur senza esser loro pregiudizialmente ostile, non si comprende quale possa essere lo stimolo a fare la fila in un gazebo elettorale, per dare la preferenza ad una lista che propone uno dei soliti noti a segretario regionale, senza neppure la possibilità di esprimere una preferenza all'interno di una lista, per libera scelta bloccata adottando la vituperatissima “porcata” di Calderoli & Company.
Le premesse per un fiasco clamoroso sono molte!
Come correttivo propongo appunto Carneade. A livello nazionale gli illustri sconosciuti disponibili sono tre: Schettini, Adinolfi e Gawronski. Avendo letto i rispettivi profili e manifesti la mia preferenza va verso il primo, ma anche gli altri due non sono male. Sia ben chiaro: anche Veltroni, Letta e Bindi non sono male, anzi direi sono tra il meglio che i rispettivi partiti possano esprimere, ma tengono famiglia: una famiglia sterminata, sempre invadente, impegnata a sostenersi reciprocamente e troppo spesso incompetente.
Votando un Carneade il voto assume una connotazione precisa, direi una firma, che si presenta così: non aderisco né a DS né a Margherita, credo che il PD sia un grande progetto che potrebbe rinnovare la politica italiana e sono disponibile a lavorare per questo esito.
Non mi sembra poco. E mi sembra la sola possibilità per mobilitare il cosiddetto popolo delle primarie, che assiste sempre più deluso (per non dire di peggio) alle polemiche ed ai comportamenti dei promotori di quel grande progetto affidato a cattive imprese e direttori dei lavori più intenti a realizzare il proprio progetto che non quello pubblicamente dichiarato.
Come fare? Partiamo con il registrare che le liste di candidati per l'assemblea costituente nazionale (69 componenti dalla Sardegna) e per l'assemblea regionale (138 in Sardegna) devono indicare un candidato segretario. Liste e schede separate, quindi in ogni collegio (14 nella circoscrizione Sardegna) ci saranno x liste per l'assemblea nazionale ed y per l'assemblea regionale, riassunte in due schede elettorali.
Letto il regolamento, individuo due possibilità per segnare la presenza dei sostenitori del progetto Partito Democratico che non si riconoscono nei partiti promotori, a prescindere dal giudizio di merito sui candidati segretari da loro espressi.
Cominciamo dalla opzione più facile: presentare entro il 22 settembre una lista di candidati per l'assemblea nazionale, collegata ad uno dei tre suddetti candidati privi di appartenenza partitica, il quale accetti il collegamento sulla base degli intenti cha la lista si propone. Bastano cento firme di presentazione per ogni collegio (ed anche un solo collegio), autenticate da un consigliere provinciale, comunale o circoscrizionale, non necessariamente DS o Margherita.
Seconda opzione (non alternativa alla prima): presentare un candidato segretario regionale con adeguato profilo di autorevolezza e indipendenza dai partiti, e ad esso associare una lista per l'assemblea regionale. La maggiore difficoltà in questo caso è non solamente reperire un candidato con adeguato profilo disponibile per una candidatura dichiaratamente di facciata, ma anche rispettare il calendario che impone entro il 12 settembre la presentazione della candidatura a segretario regionale accompagnata da almeno 1.000 firme di presentazione, come sopra autenticate.
Operazione che mi sembra improbabile da parte di un gruppo di volenterosi privi di preesistente struttura organizzativa; quindi operazione riservata ai soli candidati dei partiti. La presentazione delle liste per l'assemblea regionale segue le stesse regole e scadenze del livello nazionale, e quindi risulterebbe comunque piuttosto facile.
Quale risultato si otterrebbe anche soltanto con una lista per l'assemblea nazionale che abbia come intento politico quello di contribuire alla costruzione di un partito che privilegi le competenze rispetto alle appartenenze? Quello di consentire alle tante energie che si sono mobilitate due anni fa per sostenere la candidatura di Prodi, di impegnarsi nuovamente per un progetto che vuole mettere da parte le bandiere e privilegiare i contenuti, che costruisca il consenso sulla base della qualità delle proposte tramite un dialogo rispettoso delle altrui opinioni.
Per una politica che la smetta di prendere a modello la tifoseria della curva sud, intenta a lanciare mortaretti contro la curva nord. Quando non contro il compagno di curva!
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