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giovedì 31 maggio 2007

A luglio verdetto della Procura
con uno o più indagati:
il caso Saatchi non si archivia

Nessuna archiviazione per l'appalto regionale da 56 milioni alla Saatchi & Saatchi: la magistratura cagliaritana va avanti ed entro luglio annuncerà la chiusura delle indagini preliminari: comunicando agli indagati che si procede non più contro ignoti ma nei loro confronti. Chi saranno gli indagati ovviamente si saprà a tempo debito: anche se il nome di qualcuno si fa con insistenza tale da apparire praticamente scontato.

La giustizia va avanti mentre l'inchiesta consiliare è conclusa e la commissione presenterà il testo unitario, concordato tra maggioranza e opposizione. Salvo colpi di scena imprevedibili, conterrà la censura alle modalità di gestione della gara, al presidente Fulvio Dettori (direttore generale della presidenza della Giunta) chiedendone il dimissionamento, e la richiesta di annullamento dell'appalto.

Il penultimo atto è stato il no all'audizione di Renato Soru, che aveva chiesto fin dall'inizio di essere ascoltato dalla commissione. C'è sconcerto e qualche misterioso intreccio dietro il veto trasversale. Il Polo aveva chiesto con toni arrembanti che Soru si presentasse davanti alla commissione d'inchiesta e il presidente Dedoni ha più volte confermato la richiesta del capo della Giunta. Ora il centrodestra ha virato di 180 gradi, non vuole più sentire Soru e su questo punto c'è la sconcertante adesione del centrosinistra, che avrebbe dovuto accogliere la domanda del presidente. Cosa ci sia dietro questa strana convergenza non si è capito con precisione: solo voci di un compromesso tra Polo e Unione.

Ma paradossalmente, il veto a Soru segnerà segnare l'inizio della fine anche dell'inchiesta della Procura condotta dal procuratore aggiunto Mario Marchetti. Secondo voci ufficiose ma attendibili, il magistrato aspettava solo l'audizione di Soru (per poi acquisire il verbale dal Consiglio) prima di avviare la fase conclusiva dell'istruttoria preliminare. Sono state sentite - alcune più volte - tutte le persone “informate dei fatti”. Tranne il principale protagonista, Fulvio Dettori. La mancata chiamata a palazzo di giustizia è stato più volte spiegata, sempre informalmente, col fatto che gli elementi a disposizione avrebbero comportato non l'ascolto di un testimone ma di un possibile indagato. E poiché finora l'indagine è contro ignoti, gli indagati salteranno fuori più avanti.

A questo punto, tuttavia, e salvo che Soru non chieda lui di essere sentito in Procura dopo il niet del Consiglio, Marchetti ha già in mano tutti gli elementi per tirare le somme. La riflessione finale sulle carte e sui verbali d'interrogatorio, nella quale è presumibile partecipi anche il procuratore Mauro Mura, richiederà del tempo, sicuramente non si esaurirà prima della fine di luglio. Ma parrebbe che l'esito sia scontato. Non ci sarà archiviazione.

Marchetti dovrebbe utilizzare l'articolo 415 bis del codice di procedura penale: notificherà alle persone a quel punto ufficialmente indagate l'avviso di “conclusione delle indagini preliminari”. Secondo quanto prevede il codice, l'avviso «contiene la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto, con l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato o gli indagati e i difensori hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia».

Da quel momento, le persone indagate possono, entro venti giorni, «presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi».

Dopo quest'ulteriore fase, il magistrato deciderà se proporre al Gup l'archiviazione o la richiesta di rinvio a giudizio. Insomma, una fase delicata e non breve. Prima della quale il ricorso all'articolo 415 bis significa che Marchetti ritiene che non si possa procedere all'archiviazione e anzi esistano elementi per procedere. La chiusura delle indagini preliminari sarà un momento delicato non solo sul piano giudiziario ma anche politico. Un'imputazione vera e propria potrebbe provocare reazioni a catena nella Regione.

(red)


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