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giovedì 31 maggio 2007

Nasce l'asineria sociale: su burriccu
diventa protagonista di terapie
per l'autostima e la rieducazione motoria

di Matteo Bordiga

Quanti pregiudizi su di lui. A partire dall'uso che viene fatto del suo nome, sinonimo inconfondibile di stupidità e ottusità. Ma d'ora in poi nessun professore potrà più spedire un alunno dietro la lavagna affibbiandogli il classico copricapo a forma di orecchie d'asino. Perché l'epiteto somaro!, a seconda dei punti di vista, potrebbe non suonare affatto come un insulto. Anzi.

L'onoterapia, nuovo supporto della psicologia e della psichiatria, prevede l'utilizzo di docilissimi e socievoli asinelli per curare malattie come l'ipertensione e il disagio psichico. Ma anche patologie estremamente difficili da gestire, come l'autismo e la depressione. La Coldiretti sarda ha annunciato l'avvio di un'interessantissima sperimentazione: a Maracalagonis, un'azienda agricola di una decina di ettari, la Is Alinas dell'imprenditore Nanni Pinna, punta sull'inclusione di soggetti disabili attraverso il contatto con gli asinelli.

Praticamente, si tratta della prima “asineria sociale” della Sardegna, che conta venti animali di razza sarda addestrati e straordinariamente affettuosi. In una nota diffusa ieri, la Coldiretti ha precisato che «si tratta di un'iniziativa molto seria, che può contribuire a restituire il sorriso a chi è in difficoltà. L'onoterapia è una disciplina che permette la rieducazione motoria ed affettiva e che utilizza come stimolo la relazione con gli animali grazie alla mediazione di un operatore specializzato. Il miglioramento delle relazioni umane e il benessere della persona», prosegue la nota, «sono gli obiettivi di questa terapia avvalorati da numerosi studi, che hanno dimostrato come la pet therapy basata sul contatto con gli asini provochi il consolidamento dell'autostima e della socialità e l'aumento della motivazione».

Ma in che cosa consiste esattamente la procedura attraverso la quale i pazienti vengono spinti a stabilire una sorta di “relazione” con gli animali? Marco Scalas, presidente di Coldiretti sarda, ha assistito personalmente «ad alcune scene a dir poco sorprendenti. Bambini che avevano praticamente perso la parola, per via di patologie specifiche o per cause cosiddette “esterne”, dopo aver sperimentato l'onoterapia hanno ripreso a comunicare e ad esprimersi. Cosa accade una volta che il paziente inizia la cura? Attraverso l'aiuto di alcuni tecnici e operatori specializzati, molti dei quali laureati in psicologia o psichiatria, viene fatto interagire con l'animale», spiega Scalas. In pratica, è come se uomo e asino si scambiassero dei sussurri. E, dopo un po' di tempo, sembrano quasi riuscire a “capirsi”.

«In particolare, i bambini che ho visto io cavalcavano, accarezzavano e coccolavano gli animali, evidentemente ricevendo da essi una qualche risposta emotiva. Tra l'altro, non dobbiamo dimenticare che l'asino sardo è eccezionalmente mansueto, per cui si presta perfettamente ad essere impiegato in questo tipo di terapie».

Ma le qualità dell'animale più bistrattato dagli adagi e dalla tradizione popolare, a quanto pare, non sono solo terapeutiche. «A livello nazionale, sta decollando la richiesta di latte d'asina», assicura Scalas, «che per composizione chimica si avvicina al latte umano molto più del latte di capra o di mucca. Dunque, non solo potrebbe essere introdotto massicciamente nella nostra dieta, ma potrebbe rivelarsi preziosissimo dal punto di vista farmaceutico. Insomma, sulle potenzialità dell'asino e dei suoi prodotti naturali si stanno scoprendo un mucchio di cose interessanti e inaspettate. Alla faccia di quelli, e non erano pochi, che lo ritenevano un animale inutile, da confinare in un giardino zoologico».


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