martedì 29 maggio 2007
di Giorgio Melis
Bussate e non vi sarà aperto, chiedete e non vi sarà risposto. È la regola del Consiglio regionale: i suoi “misteri” sono custoditi come la combinazione del caveau di una banca, al quale per certi versi somiglia. Nessuno parli, tutti zitti. Si chiedono notizie, anzi numeri banali: quanti siano gli ex dipendenti e gli ex consiglieri (o eredi): picche. Il personale non è autorizzato, i sindacalisti che non possono non sapere tacciono, la presidenza è inabbordabile.
Insomma, un bunker inespugnabile per via ufficiale. Servono antichi e recenti contatti, vecchie carte, qualche informazione innocente incrociata con i tabulati ufficiali disponibili: così si riesce lo stesso a ricavare la media delle pensioni degli ex dipendenti e dei vitalizi per gli ex onorevoli. Si deve procedere come ladri nella notte per avere dati che dovrebbero essere a disposizione di tutti, secondo la legge sulla trasparenza, e invece sono classificati: top secret e no comment.
Con qualche ragione. Perché con tenacia e pazienza siamo riusciti a calcolare le pensioni (medie) del personale in quiescenza (133 in totale) e dei politici o eredi (272). I numeri motivano la riservatezza. Per gli ex dipendenti il Consiglio stanzia in totale 7 milioni 364 mila euro per il 2007, oltre 14 miliardi in vecchie lire. Mediamente, ciascun ex percepisce una pensione lorda annua di 55mila 368 euro.
Quanti sono i sardi, anche con incarichi di grande responsabilità e anzianità di servizio, nel pubblico e nel privato, che possono vantare una pensione annuale pari a 107 milioni in vecchie lire?
Quanti sono quelli che percepiscono una pensione mensile di 4mila 618 euro, come la media dei “consiliari”, con un fondo interamente coperto dall'assemblea per quanti sono andati in quiescenza prima del gennaio 2002?
Al tempo, comunque. Perché tra i pensionati ci saranno quelli che incassano molto meno della somma media e un numero più ristretto di ultraprivilegiati che magari arrivano a cifre molto più indecorose. Si dovrebbe sapere ma, diamine, la riservatezza è il sale della democrazia consiliare.
Quanto agli ex onorevoli (o loro eredi) che percepiscono il vitalizio anche per una sola o mezza legislatura (comunque in proporzione crescente agli anni trascorsi sui banchi dell'assemblea), le cifre sono ugualmente sensibili: come le indennità. Gli ex più familiari sono 272. Per loro nel 2007 il Consiglio spenderà la bazzecola di 16 milioni 750 mila euro, oltre 32 miliardi in vecchie lire.
Fatta la sommaria divisione, in media 61.580 euro all'anno, 5.131 euro al mese. Tradotto in lire per la miglior comprensione di chi ha ancora bisogno di riferimenti datati ma agevoli, una pensione annua di quasi 119 milioni, un mensile di 9milioni e novecento mila. Anche qui, in assenza di dati disaggregati, avremo sicuramente ex consiglieri con vitalizi da 70-90 mila euro e altri ridotti, da sei fino a 20-30 mila euro.
Occhio a un aspetto quantitativo. I vitalizi degli ex consiglieri e le pensioni degli ex dipendenti sono nella media molto ravvicinati: oltre 61 mila euro annui i primi, 55 mila e passa i secondi. Insomma, un privilegio equamente diviso tra onorevoli e personale: la vicinanza alla politica, come si vede, aiuta. Molto.
Chi ha avuto ha avuto, e chi ha sempre dato senza protestare non può obbiettare granché per il passato. Ma per il presente e il futuro, certo sì. È in atto un grande dibattito nazionale sul costo della politica, con proposte incisive per tagliare indennità (specie quelle accessorie, truffaldine perché esentasse), ridurre o addirittura eliminare i vitalizi. In Sardegna abbiamo chiesto innanzitutto trasparenza: negata senza neanche un cenno di replica, benché della nostra inchiesta stia parlando tutta la Sardegna.
Quanto a proposte di riduzione e tagli, tutti abbottonati e coperti. La simpaticamente sventata Maria Grazia Caligaris, forse mal consigliata, ha rilasciato una dichiarazione stucchevole sui rischi di strumentalizzazioni e atteggiamenti qualunquistici. Sottolinea che non si può sorvolare sui “costi della democrazia”, dimenticando che questa stessa giustificazione non salvò Bettino Craxi in Parlamento e soprattutto fuori.
Da sinistra a destra, passando per il centro, è maleducazione parlare di soldi in casa di onorevoli e dipendenti pienamente coinvolti nel grasso magna-magna a spese dei contribuenti. Tutti insieme, appassionatamente, nella difesa del peculio per oggi, domani e sempre. È una tenacia ammirevole. Proveremo ad essere all'altezza continuando, giorno dopo giorno, a svelare i misteri cifrati del Consiglio: punto per punto, euro per euro.
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