sabato 26 maggio 2007
Contro l'imposizione della Limba Comuna
un manifesto culturale e civile
in difesa di tutte le varietà del sardo
di Giulio Angioni
Ritengo che nel passato come nel presente ci sia in Sardegna un modo di sentire e di agire maggioritario, per quanto concerne la pluralità delle parlate sarde, privo di dispute e di campanilismi se non scherzosi, che oggi si può formulare grosso modo nei seguenti termini, quasi da manifesto o da articolato normativo, utile quanto meno a una chiarezza di confronto con posizioni diverse intorno alla politica linguistica della nostra isola.
Per un manifesto della Lingua Sarda
Constatato:
- che la sparizione o la contrazione delle varietà della lingua sarda sarebbe una perdita per il patrimonio culturale, storico e linguistico della Sardegna e dell'intera umanità;
- che nessuna varietà può essere considerata come la varietà di riferimento della lingua sarda, rispetto alla quale le altre varietà risulterebbero dialetti;
- che la lingua sarda è unica nella sua diversità e che la sua esistenza è fondata sulla decisione, concordata da coloro che la parlano, di identificarla come sarda e di dichiararla autonoma rispetto alle altre lingue;
- che chi scrive in lingua sarda da secoli usa le varietà del sardo nelle sue scritture e che le tradizioni ortografiche secolari della Sardegna possono essere portate a una maggiore uniformità che si adatti a tutte le varietà senza privilegiarne alcuna;
- che i parlanti e i vari autori devono essere incoraggiati a parlare e a scrivere nella varietà della lingua sarda del loro territorio in ogni ambito d'uso, contribuedo anche a far crescere il sardo come lingua di cultura;
- che il rispetto di tutte le varietà della lingua sarda impedisce di dare una qualunque forma di preminenza ad una varietà rispetto alle altre e che tutte insieme costituiscono una ricchezza, insieme alle parlate non originarie della Sardegna.
Si afferma:
- che la lingua sarda è una lingua plurale e polinomica le cui varietà, comunque individuate, hanno pari dignità e importanza;
- che ognuna di queste varietà è espressione della lingua sarda in una particolare area geografica per la popolazione che vi risiede;
- che la piena dignità riconosciuta in questo modo ad ogni varietà della lingua sarda esclude ogni gerarchia tra le varietà stesse anche nella forma di una qualche ufficialità istituzionale di una sola di esse.
Si dichiara:
- che qualsiasi azione volta ad imporre una norma unica per il sardo contrasta con il pluralismo e la varietà che lo caratterizzano;
- che la polinomia e la varietà della lingua sarda implicano il rispetto e lo sviluppo delle sue varietà scritte ed orali in quanto ricchezza di tutti i sardi;
- che qualsiasi politica o ideologia o didattica linguistica con intenti unificatori, oltre che possibile causa di impoverimento, provoca discordia e rigetto ed è auspicabile oggi per la lingua sarda solo come eventuale risultato di un processo spontaneo e condiviso.