sabato 28 aprile 2007
Gianpaolo Nuvoli è il nuovo direttore generale del dipartimento degli Affari di giustizia del ministero di via Arenula. È stato nominato, su proposta del Guardasigilli Clemente Mastella, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Il provvedimento di nomina è già esecutivo. Nuvoli, 52 anni, laurea in giurisprudenza e - precisa un comunicato - “master post universitario in materie amministrative”, già parlamentare per due legislature e consigliere regionale, è originario di Ardara, dove è stato rieletto sindaco nel 2006, dopo esserlo stato in precedenza per vent'anni.
«La direzione generale del contenzioso e dei diritti umani», precisa una nota ripresa dalle agenzie, «ha specifiche competenze, fra l'altro, sul contenzioso relativo ai diritti umani in materia sia civile che penale, il contenzioso in materia di responsabilità civile dei magistrati, procedure relative all'osservanza di obblighi internazionali aventi ad oggetto la protezione dei diritti dell'uomo». Commentando la nomina di Nuvoli, il ministro Mastella ha spiegato che intende «avvalersi della sua esperienza anche per tutti i problemi della giustizia in Sardegna».
Fin qui le notizie diffuse dalle agenzie di stampa. In Sardegna (e non solo) dovrebbero suscitare qualche scalpore: ma forse ci saranno soprattutto bocche cucite. Dovrebbero esserci reazioni politicamente bipartisan: perché oggi Nuvoli milita nel centrosinistra con l'Udeur di Mastella. Ma fino al 2005 era stato deputato di Forza Italia per due legislature. Non c'è comunque dubbio che questo pittoresco personaggio dalle rutilanti cravatte che hanno spopolato nel suo ambiente, abbia una vasta esperienza sulla giustizia e soprattutto sui diritti umani riferiti a specifici magistrati. Fu proprio lui Nuvoli a invocarne la tutela proponendo negli anni trionfali di Mani Pulite che Francesco Saverio Borrelli fosse «impiccato a un lampione stradale».
L'allora Procuratore di Milano, a capo della più grande inchiesta sulla corruzione in Italia, aveva autorizzato l'avviso di garanzia a Silvio Berlusconi firmato da Antonio Di Pietro. Nuvoli - da sempre democristiano, passato prontamente a Forza Italia e poi in urto frontale con Beppe Pisanu - aveva giudicato inaudito che la giustizia sfiorasse il suo nuovo leader. E si era lanciato nella proposta più sfrenata, tra altre mille provenienti da Forza Italia, contro il capo del “complotto” ai danni del Cavaliere. In una dichiarazione rilasciata alle agenzie, pubblicata e variamente commentata in modo molto duro dai giornali, aveva espresso la convinzione che Borrelli per il suo agire meritasse, con altri omologhi, una punizione esemplare in piazza: come un pendaglio da forca.
Certamente, con questi precedenti, il ruolo apicale di Nuvoli al ministero di Giustizia trova una giustificazione e una motivazione che soddisferà i garantisti e i magistrati che eventualmente dovessero sottostare alle sue decisioni. Infatti Nuvoli non ha mai negato, rettificato e neanche si è dichiarato pentito - dopo il passaggio dal Polo al centrosinistra - sulla richiesta di capestro stradale per Borrelli. Coerente fino alla fine: al contrario di quanto gli è accaduto in politica. Candidato di Forza Italia nel 1994, dopo aver voltato le spalle alla Dc, fu eletto ma “trombato” nel successivo voto del 1996. Successivamente eletto consigliere regionale sempre per FI, si ricandidò con successo alla Camera nel 2001.
L'irrequieto deputato, entrato in rotta di collisione con Beppe Pisanu e altri forzisti sardi, il 3 gennaio 2005 si dimise da Forza Italia entrando trionfalmente nell'Udeur di Mastella, in piena campagna acquisti. Lo stesso Mastella l'aveva candidate nelle elezioni di un anno fa ma Nuvoli fu ancora trombato. Le urne ciniche e bare sono intollerabili per i vari Mastella in circolazione e in auge. Perciò Nuvoli andava ricompensato con un incarico di prestigio che valorizzase la sua esperienza.
Sicuramente ne saranno felici gli ex ministri della giustizia Oliviero Diliberto e Piero Fassino. Soprattutto poi Di Pietro, che potrebbe trovarsi a dover collaborare con l'ex deputato che anche per lui avrebbe voluto una forca in piazza.
(gm)
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