l'altra voce.net - la testata dell'edizione web del quotidiano

martedì 31 ottobre 2006

Da Berlusconi al DAP, che passione
collezionare auto tedesche (e blindate)

Chi è presidente ha i suoi privilegi. E anche chi presidente non lo è più, certi privilegi cerca di tenerseli belli stretti. L'ennesima dimostrazione di questo antico teorema ha attraversato come una meteora la prima pagina del Corriere della Sera di venerdì 27 ottobre, con una minuscola ripresina su Repubblica del giorno dopo, ed è poi naufragata nell'oblio.

Eppure una segnalazione è opportuna, visto che la notizia principale riguarda Silvio Berlusconi, uno che non ha bisogno di presentazioni. Ma che ha bisogno di protezione.

Infatti, raccontano Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere, il 27 aprile, cioè ben diciassette giorni dopo aver perso le elezioni e qualche giorno prima di lasciare Palazzo Chigi, l'uomo più ricco d'Italia firma di proprio pugno un decreto col quale la Presidenza del Consiglio assegna ai capi di governo "cessati dalle funzioni" il diritto a mantenere, su tutto il territorio nazionale, il medesimo spiegamento di uomini e mezzi di scorta di cui godevano durante l'incarico.

Vale a dire: sedici auto, di cui tredici blindate, e trentuno uomini, che lo stesso Berlusconi tempo prima aveva trasferito dalle forze dell'ordine al Cesis, il Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e di Sicurezza, che affianca il capo del governo nell'attività di coordinamento dell'intelligence.

Decisione ben curiosa, soprattutto se presa da un ex governante che, durante il suo quinquennio, tagliò le scorte a suo dire "inutili" e, con tipica eleganza, si vantò di aver trasferito 788 agenti da servizi di protezione a compiti più utili per i cittadini. Ma la vicenda del tunnel sottomarino fatto scavare a Villa Certosa e coperto da segreto di Stato ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, una certa tendenza alla paranoia propria del personaggio.

Su questo mini esercito è in atto un braccio di ferro tra Enrico Micheli, sottosegretario con delega ai "Servizi", e lo stesso Berlusconi. Per ora si è riusciti a ridurre a venticinque il numero di agenti assegnati alla protezione del nababbo di Arcore. Si attendono ulteriori sviluppi.

Delle sedici auto del berlusconiano corteo, ben tredici sono tedesche: probabilmente le stesse dalle quali i vari Fini, Calderoli e compagnia entravano e uscivano rombando a favore delle telecamere fino a pochi mesi fa.

La fissa per le tedesche non ce l'hanno solo alla Presidenza del Consiglio. Oggi, sempre sul Corriere, si legge che il Dap, cioè il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, ha previsto nel bilancio 2006 un milione e 780mila euro per l'acquisto di trentasei (36, avete letto bene) BMW blindate per i dirigenti e per i trasferimenti di pentiti e testimoni. La denuncia è bipartisan, essendo partita da un funzionario della Cgil e, udite udite, da un deputato di Forza Italia che invoca l'intervento del ministro Mastella per bloccare "l'acquisto di queste auto di lusso". In verità, una BMW blindata per 48mila euro (questa infatti la spesa per ciascun automobile) sembrerebbe un ottimo affare.

Gli episodi mettono il dito nella piaga del costo sempre più esagerato di autoblu, aerei presidenziali, mezzi di rappresentanza in genere. Spese, ovviamente a carico della collettività, che negli anni 2001-2005 sono lievitate da 940mila a 2 milioni e 152mila euro (cioè un incremento del 128,9%), solo per quanto riguarda "acquisto, manutenzione, esercizio" delle 115 automobili utilizzate dal Governo. In tutto, nell'arco dei cinque anni, ben 7 milioni e 603mila euro sono usciti dalle casse statali per portare in giro presidenti, ministri e sottosegretari.

Un bel gruzzolo, al quale si sommano gli stipendi degli autisti, e altri 2 milioni e 150mila euro usati per i voli della Presidenza del Consiglio (con un incremento del 243% rispetto al 2002, quando costarono 577mila euro).

Una vera e propria pietra dello scandalo che periodicamente torna a galla sulla stampa, altrettanto periodicamente diventa oggetto di promesse di austerity da parte dei governanti, ma che con regolarità da far invidia ai più rinomati piloti sportivi sparisce, forse con una sgommata, dall'agenda di chi amministra i soldi pubblici.

(red)

offerte speciali CFadda

© 2006 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari